La persona affetta da cancro, grazie ai progressi della Medicina, non è più da considerarsi giunta alla fine del suo ciclo vitale, ma è una persona che sta vivendo da protagonista una nuova esperienza, una parentesi di salute "non ottimale e temporanea " nell'attesa di una ripresa della vita quotidiana.
La malattia, con tutto il suo complesso e a volte travagliato percorso dalla diagnosi alla fine delle cure, rappresenta un periodo transitorio della vita dell'individuo, metafora di un viaggio dall'itinerario insidioso e dall'esito incerto.
Potrà essere un'esperienza di dolore e sofferenza per la persona, ma anche occasione di riflessione e di arricchimento interiore. Per questo motivo dovrebbe essere considerata come un momento di crescita e di conoscenza dovrebbe essere definitivamente rimosso lo stigma della definizione di "male incurabile ".
Il tumore sempre più è una malattia "curabile ", ma a volte, anche per gli effetti collaterali delle terapie, può determinare sotto il profilo nutrizionale ed estetico cambiamenti in grado di condizionare gravemente la qualità di vita. La perdita dei capelli, le alterazioni della cute, le variazioni della propria immagine corporea hanno ripercussioni sul vissuto del persona che non sempre si risolvono alla fine dei trattamenti e possono compromettere irreparabilmente la vita di relazione. In questa situazione al dolore fisico si aggiunge la sofferenza che solitudine ed incertezza rendono insostenibile ed il medico rappresenta l'unico riferimento.
Stimolare a considerare gli effetti collaterali derivanti dalle terapie non come ineluttabili conseguenze ma come effetti che possono essere affrontati e risolti o almeno ridotti.
Supportare la persona in un momento molto delicato della sua vita offrendo una serie di spunti e di consigli atti a capire, prima ancora che sopportare "il momento ";
Diventare uno strumento attraverso il quale persona e medico possano dialogare quotidianamente;
Supportare la famiglia in questo viaggio attraverso una serie di consigli utili e pratici che gli consenta di stare "ancora più vicino " se possibile;
Diventare uno strumento con il quale poter dialogare con il Farmacista figura sempre più individuata come operatore sanitario;
Uno strumento per potersi interfacciare al meglio con il mondo esterno.